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31.01.2018

Lo psicologo? Ci vado, ma mi vergogno un po'...

Negli ultimi anni, l'interesse per tutto ciò che è “psicologico” sta progressivamente aumentando. Un aspetto da non trascurare però, è il timore, altrettanto diffuso, nei confronti dello psicologo.

 

La mancanza di fiducia nei confronti di questa figura professionale è diretta conseguenza del fatto che non si conosce bene ciò che lo Psicologo fa.

In più, esistono una serie di luoghi comuni sulla terapia psicologica dai quali non è semplice uscire. “Chi va dallo psicologo è matto” oppure “Le terapie psicologiche non finiscono mai”, sono affermazioni che si sentono fare troppo spesso e che finiscono per condizionare la richiesta di aiuto da parte di chi ha realmente bisogno.

Ma perché tutta questa paura nei confronti della figura dello psicologo?

La diffidenza nasce anzitutto dall'idea che un percorso basato sulla parola possa essere inadeguato per risolvere le proprie difficoltà, e che un amico (che usa anche lui le parole) sia sufficiente ad aiutarci. Altre volte è la paura del cambiamento il principale ostacolo al benessere psicologico.

Pur rendendoci conto che alcuni modi di essere e di pensare ci fanno star male, siamo in grave difficoltà nel momento in cui dovremmo modificarli. Il cambiamento rappresenta sempre un rischio per la nostra mente e, in alcuni di noi, certi modi di essere vengono considerati ineluttabili.

In realtà si tratta di un tentativo di rimanere ancorati ad una situazione che, per quanto negativa, ci sembra di controllare, solo perché la conosciamo. Alcune persone vivono male la richiesta di aiuto.

Per molti si tratta della paura di dimostrarsi deboli (soprattutto nei confronti di se stessi) o della sensazione di fallimento che si prova nel domandare l'aiuto di un professionista. La frase che si sente recitare più spesso è: “Ho provato a farmela passare da solo, ma non sono stato capace”. In realtà, decidere di intraprendere un percorso psicologico va già interpretato come un gesto coraggioso, un mettersi alla prova per cambiare le cose e stare meglio.

Un altro aspetto da considerare, è il timore che molto spesso viene avvertito nei confronti delle emozioni.

Viviamo in una realtà che fa fatica ad accettare che si provino emozioni, anche forti, nei confronti di persone e/o situazioni. E' ovvio che un cammino in senso psicologico dovrà aiutarci a riconoscere e a confrontarci con le nostre e le altrui emozioni (pur se considerate sgradevoli o inopportune).

Un percorso psicologico è efficace se permette di acquisire consapevolezza rispetto ai propri modelli di funzionamento interiore, promuovendo il cambiamento di ciò che potrebbe creare disagio o sofferenza a noi stessi e agli altri.

Certo il lavoro da fare non è semplice, ma il risultato che si ottiene ha un valore enorme, perché si tratta del nostro benessere psicologico.



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