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13.02.2018

BAMBINI IPERATTIVI E BAMBINI DISATTENTI - Guarda il Video

BAMBINI IPERATTIVI E BAMBINI DISATTENTI. COSA FARE E A CHI RIVOLGERSI?

Risponde la Dott.ssa Emanuela Mastretta - Tecnico Psicologo della Riabilitazione Cognitiva

 

I bambini Iperattivi e i bambini Disattenti hanno di solito di solito un grosso impatto sulla vita quotidiana scolastica.

Nel senso che avere un bimbo disattento e iperattivo in classe di solito è un evento che "si nota", diciamo così.

Perchè un bimbo iperattivo è un bimbo che fatica a stare fermo, continua ad alzarsi, trova tutte le scuse, tutte le strategie per "creare scompiglio", diciamo così, o comunque per attirare l'attenzione dell'adulto.

La diagnosi di ADHD cioè di Disturbo da Deficit dell'Attenzione e Iperattività si svolge appunto con delle prove testali, dei Test che vengono somministrati al bambino e con dei questionari che invece vengono somministrati ai genitori e agli insegnanti.

Quindi è un percorso psicologico di valutazione che riguarda i comportamenti del bambino e le funzioni cognitive del bambino.

Le diagnosi possibili sono 3 categorie di diagnosi in realtà una diagnosi di ADHD con prevalente iperattività quindi quando il bambino effettivamente fatica a gestire il comportamento e quindi è speso impulsivo, appunto non trattiene l'attenzione su una cosa sola, o non porta a termine le proprie attività.

Un'altra diagnosi invece è la Disattenzione quindi ADHD con disattenzione prevalente dove invece, al contrario, il bambino "si perde" un po’ quindi non porta a termine l'attività, ma perchè si distrae quindi l'esigenza non è muoversi l'esigenza spesso non è l'impulsività, ma è distrarsi o non resistere alla distrazione che l'ambiente porta.

Quindi qualsiasi rumore, qualsiasi evento che accade nell'ambiente circostante è una fonte di distrazione e non viene gestita dal bambino,

La terza categoria invece è la ADHD di tipo misto volontariamente, quindi dove è presente sia Iperattività, sia Distraibilità.

Il percorso psicologico non si ferma alla valutazione, che è comunque un elemento molto importante per conoscere meglio il funzionamento del bambino e le sue caratteristiche comportamentali, ma si può spingere oltre con la parte riabilitativa che consente invece al bambino di avere strumenti per limitare alcune delle caratteristiche più negative dei suoi comportamenti quindi per esempio l'impulsività o appunto una migliore gestione volontaria dell'attenzione e invece l'aspetto psicoeducativo, e cioè la condivisione con gli insegnanti e con i genitori di alcune strategie educative, anche comportamentali per consentire al bambino di avere un ambiente che gli consenta di essere più attento quindi di esprimere meglio le sue capacità.

In modo che gli adulti possano agire da "argine" quando serve, e che comprendano sia la fatica che il bambino fa quando riesce a governare i propri comportamenti, senza dare per scontato che debba per forza riuscire a farlo perchè appunto l'impulsività è difficile da limitare e la distraibilità è difficile da limitare per le sue caratteristiche personali.

Quindi si lavora sul bambino per dare a lui strumenti e sugli adulti per dare anche a loro capacità di comprensione, di riconoscimento delle capacità del bambino e dei risultati che riesce ad ottenere.



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