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18.04.2018

Quanto è importante l'esame del Campo Visivo, se si ha una diagnosi di glaucoma?

Il glaucoma è una delle cause più frequenti di cecità nel mondo.

 

Uno dei modi per evidenziare questa malattia è sottoporsi all'esame del Campo Visivo. In chi è affetto da glaucoma, si notano delle aree meno sensibili agli stimoli luminosi (aree scotomatose) all'interno del campo visivo.

Queste aree tendono a confluire fra loro, causando un deficit visivo che può arrivare fino alla cecità completa.

Circa 60,5 milioni di persone nel mondo sono affette da glaucoma (stima del 2010) e il numero è destinato a salire a 111,8 milioni nel 2040.

La prevenzione primaria di questa malattia non è possibile (non esistono quasi mai fattori esterni che si possono eliminare).

Rimangono i percorsi di prevenzione secondaria (individuazione dei fattori di rischio nelle fasce di popolazione sensibile) e terziaria (calcolare bene la velocità di progressione della malattia per limitare l'evoluzione verso forme avanzate).

La rapidità di progressione del glaucoma è molto variabile da paziente a paziente ed è un elemento fondamentale da considerare nella stima del rischio visivo.

Anche in fasi precoci della malattia, infatti, il paziente può andare incontro ad una perdita importante di visione.

L'Esame Computerizzato del Campo Visivo rimane uno dei punti fondamentali per valutare la progressione del decadimento visivo.

Nella maggior parte dei pazienti il campo visivo peggiora ad una velocità compresa fra -1 e -2 dB/anno (valore 10 volte maggiore rispetto al decadimento visivo legato all'invecchiamento), ma esiste una quota di glaucomatosi in cui la malattia avanza ad una velocità di -3 e -12 dB/anno.

Le linee guida consigliano l'esecuzione di almeno 6 campi visivi computerizzati nei primi 2 anni dalla diagnosi per inquadrare la velocità con cui la malattia tende a progredire nel singolo paziente, informazione essenziale ai fini prognostici e terapeutici.



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